Sport, il calcio è anche donna

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di Fabiana Capasso e  Alba Di Maio (IV G)

Il calcio è certamente uno sport di dominio maschile. Nell’immaginario collettivo sono i bambini a frequentare una scuola calcio, non le bambine; uomini sono anche i giocatori, gli allenatori e i commentatori a cui pensiamo quando si parla del gioco. Le donne sono sullo sfondo, viste quasi come un’eccezione o – peggio – un accessorio per certi programmi sportivi. Perché? non bisogna essere alla pari?

Oggi le squadre di calcio femminile, rispetto agli anni scorsi, si stanno diffondendo di più, e con esse sono aumentate anche le ragazze che amano praticare questo sport, in Italia le squadre femminili sono poco supportate a differenza di quelle maschili, per quanto riguarda Il denaro per le società, gli sponsor e tutto ciò che riguarda la sua amministrazione. Ma per fortuna qualcosa sta cambiando.Il pallone sta iniziando a colorarsi di rosa.

Addirittura  alcuni istituti scolastici italiani, hanno preso parte ad un progetto pomeridiano di calcio tutto al femmminile. Un esempio è l’istituto superiore Luigi Sturzo, che con la professoressa Rosanna Piedipalumbo , da alcuni anni si svolgono dei corsi pomeridiani di Calcio Femminile e con grande sorpresa il numero di ragazze che partecipano è sempre più alto.

La crescita del calcio femminile professionistico ha visto il lancio di competizioni, sia nazionali che internazionali, e in Italia infatti le donne che praticano questo sport magnifico, partecipano con le loro squadre a campionati di calcio a 11 come SERIE A, SERIE B, SERIE C  e addirittura la Nazionale, inoltre anche di calcio a 5 come serie C1, C2 che sono regionali, e  A2, A1 che sono nazionali. Si pensa che il principale motivo di questa enorme crescita sia  il fatto che anche le donne, come gli uomini, hanno incominciato a porsi degli obiettivi e dei sogni non mollando fino al raggiungimento di essi. Oggi molte persone giudicano le ragazze che praticano questo sport affermando  che non è uno sport femminile, a volte offendono chi lo pratica definendole maschiacci. Tutto questo però ha solo contribuito a dare  forza, e continua a darne, a quelle donne che si sono cimentate nella pratica di questa attività, credendo nella passione che brucia dentro di loro. E principalmente  ha insegnato che lo sport non fa distinzioni di sesso, perché i sogni e le passioni di qualsiasi genere possono essere vissuti da ogni persona senza paura di limiti e distinzioni. Non è il genere a determinare la persone, ma è l’ anima  e la propria voglia di  cimentarsi in cose nuove che lo fa.